La Valle di Lanaitho

La valle di Lanaitho è situata nel comune di Oliena, piccolo paese barbaricino, reso famoso per la produzione del vino Nepente, prodotto da uve di Cannonau. E’ forse una delle zone più ammirate fra gli ambienti degli escursionisti e degli speleologi di tutto il mondo; è la valle del rio Flumineddu che ora scorre nella valle di Oddoene; in seguito a frane e antichissimi terremoti che ne hanno deviato il corso, appartiene al comune di Dorgali per il lato orientale e per il rimanente territorio al comune di Oliena. Si può tranquillamente considerare la gemella dell’altra valle, appunto nel territorio di Dorgali, ossia Oddoene, dove scorre il Flumineddu appena uscito da Gorroppu.

Proprio per le sue bellezze naturalistiche, è meta di numerosi appassionati di trekking, canyoning e arrampicata, ma frequentata soprattutto da speleologi per via delle numerose grotte presenti nella vallata; famosa per la presenza del villaggio archeologico di Tiscali, del villaggio nuragico di Sas Sedda e Sos Carros, le grotte di Sa Oche e Su Bentu ed infine la famosissima Grotta Corbeddu.

Escursioni Valle di Lanaitho

La valle di Lanaitho è facilmente raggiungibile in macchina. Da Oliena si percorre la SP 46 in direzione delle sorgenti di Su Gologone. Prima di arrivare alle sorgenti, sulla destra si prende una strada inizialmente asfaltata e si prosegue per qualche chilometro.

Galleria della valle di Lanaitho

Si arriva in una magica conca verde sorvegliata da aspre pareti molto note fra gli arrampicatori: monte Corrasi, punta Sos Nidos e punta Carabidda. Si prosegue fino a giungere il rifugio Sa Oche, dove potrete lasciare la macchina per poi farsi accompagnare nelle visite dalle preparatissime guide del luogo. Lì potrete decidere di pagare il biglietto per visitare autonomamente le grotte di Sa Oche e Su Bentu, oppure fare un biglietto unico per visitare sia le grotte, che il villaggio nuragico di Sas Sedda e Sos Carros e la grotta Corbeddu. Le grotte di Sa Oche (la voce) e Su Bentu (il vento) sono collegate attraverso un sifone, ma questa è materia per speleologi: visitando solo la prima parte si riconoscono subito le formazioni carsiche e piccoli laghetti. In estate la grotta è pressoché asciutta ma in inverno, durante le piogge, riversa nella Valle di Lanaitho diversi metri cubi d’acqua.
Dopo aver visitato in maniera autonoma quest’ultima grotta, le guide vi accompagneranno alla grotta Corbeddu, lunga 130 metri ed articolata in tre splendide sale. Deve il suo nome al famoso bandito sardo Giovanni Corbeddu Salis, che ne fece il suo rifugio segreto per diversi anni.

La grotta Corbeddu non è solo una splendida ricapitolazione di fenomeni carsici con bianche stalattiti e stalagmiti, colonne, residui ferrosi, ma anche una culla di ritrovamenti archeologici e preistorici che costituiscono la più antica testimonianza della presenza dell‘homo sapiens in Sardegna.
Come già anticipato, il bandito, soprannominato “il re della macchia“, si riparava quando fuggiva dai carabinieri ed è sempre in questo luogo, noto a tutta la comunità di Oliena, che accoglieva chi aveva necessità di un giudice imparziale nelle controversie quotidiane (codice barbaricino).
Lasciata la grotta Corbeddu, ci si getta alla scoperta della civiltà nuragica grazie alla visita alla fonte sacra di Sas Sedda e Sos Carros. Questo villaggio nuragico risale all’Età del Bronzo Medio, infatti fu costruito nel 1300 a.C. circa.

Esso è formato da numerose capanne a pianta circolare ed ovale, anche se la parte più consistente dell’antico insediamento non è stata scavata. Il settore attualmente visitabile corrisponde probabilmente all’area sacra, dove certamente erano presenti anche dei laboratori artigianali, in particolare per la lavorazione dei metalli. Quest’area si caratterizza per la presenza di un ampio cortile centrale, sul quale si affacciano numerosi ambienti, e l’area del pozzo sacro, che risulta essere il monumento più importante e interessante. Il pozzo, a pianta circolare, è costruito con grossi conci di basalto ben lavorati, disposti a filari, tra i quali spicca quello costituito da blocchi di bianco calcare sui quali sono scolpite protomi a testa d’ariete, dalle quali usciva l’acqua che andava a raccogliersi al centro del pozzo, dove si trova una grande vasca circolare in pietra che raccoglieva le acque; la camera interna è pavimentata con calcare lavorato e presenta un sedile in pietra lungo tutti i muri. In quest’area fu rinvenuto un grosso deposito votivo, che comprende numerosi oggetti in bronzo attualmente al museo di Sassari.

Partendo da San Teodoro alle 8:00, è un’escursione che impegna tutta la mattina e vi farà vedere un’altra faccia della Sardegna, certamente meno conosciuta delle acque cristalline e delle spiagge bianche della nostra Isola, ma pur sempre dagli scenari straordinari e imperdibili. Conclusa la visita della valle di Lanaitho, tornado indietro sarà possibile visitare le sorgenti di Su Gologone, da cui sgorgano le limpidissime acque oligominerali. Molto apprezzata anche la visita all’omonimo ristorante Su Golone. Insomma, siamo certi non rimarrete delusi.

© 2016 - Arcos Vacanze srls - via Pescara, sn 08020 San Teodoro, OT - REA: NU101630 - P.Iva: 01443300916 | Developed by Maurizio Fregosi - Enfold Theme by Kriesi